Descrizione
Innocenzo Giordani 1909 -Monteflavio-Storia delle Chiese e dei Monumenti- pag. 13 e 14 - Libreria Fondazione Marco Besso Roma
“Nel 1660 l’eremita Fra Sante Giordani, scavando dove ora sorge la cappella di Santa Bonosa, sulla via che congiunge Monteflavio a Moricone, rinvenne una testa di marmo bianco raffigurante una giovane donna di rara bellezza e due mani pure di marmo purissimo. Il santo eremita, che, pur essendo di Castelnuovo, viveva in Monteflavio, facendo un busto di gesso a quella testa e a quelle mani ne trasse una statuetta, cui impose il nome di Santa Bonosa e la collocò in quella cappella che, tutt’ora, esiste veneratissima. È opinione accettabilissima che quei resti di marmo fossero di origine pagana. Santa Bonosa ricordata e venerata con una messa celebrata il 15 luglio di ogni anno.” Ricostruzione riportata anche da Arianna Gilardi 2008 -Monteflavio: Un paese della Sabina Romana nell’Italia Repubblicana-
Agli inizi del 1933, in seguito alla visita di Benito Mussolini, la strada Monteflavio-Moricone venne sistemata da tracciato mulattiero a carrozzabile con la necessità di dover abbattere la cappella, definita anche chiesa campestre. Gilardi Filippo n. 2.2.1867 – m. 3.4.1952, possidente di Monteflavio, fece realizzare l’attuale chiesa dove la statuetta ornata da un’aureola “nimbo” venne riposta nuovamente con l’aggiunta di due angioletti ai lati, ricavando per il passante, nella finestra di sinistra, una feritoia per l’elemosina. Con la morte di Gilardi Filippo la cura della chiesetta passò al nipote Gilardi Clementino n. 9.12.1901 – m. 17.2.1984.
Tra la metà e la fine degli anni 60, purtroppo, nottetempo, da parte di qualche occhio esperto e dedito al mercato nero delle opere d’arte “tombarolo”, la statuetta con gli ornamenti venne trafugata.